Low-reliefs

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“Ho trovato nella pitto-scultura il mezzo espressivo più adatto per raffigurare le mie strutture fluttuanti, che rappresento come immerse in un limbo bianco”.

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struttura 1Le mie strutture fluttuanti raffigurano enormi macchine labirintiche, che trovandosi in uno stato di moto permanente, esprimono l’essenza di quel luogo a cui noi diamo il nome di metropoli.  Un luogo tanto terribile quanto affascinante, per la cui rappresentazione sono debitore dell’eredità artistica lasciataci delle avanguardie del primo novecento, a cui ho integrato la mia ventennale attività di writer, i miei studi nel campo del design, la mia passione per la cultura pop degli anime giapponesi, dei manga, dei fumetti e della filmografia di fantascienza.  

Per sintetizzare l’essenza della metropoli, ho disegnato agglomerati strutturali composti da elementi a cui ho volutamente lasciato un elevato grado di indeterminatezza, cancellando ogni riferimento di tipo funzionale. In questo modo voglio che l’osservatore sia spinto ad intervenire sull’opera, completandola con il proprio bagalio di esperienze visive.

Tutti gli elementi sono raffigurati in uno stato di moto, dando all’opera lo status di “fotogramma” che immortala una macrostruttura in movimento costante.

Anche per questo la parete su cui è apposta l’opera supera il concetto di semplice diaframma di supporto, trasformandosi in “spazio aperto” e quindi in parte attiva della stessa. La macrostruttura diventa quindi un elemento realmente fluttuante.
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