Sculptures

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“Realizzare sculture mi è sembrato il modo migliore per far progredire le mie idee. Pensare e costruire spazialmente mi ha permesso di dare concretezza alle mie visioni”.

scultura fabbrica borroni 2008

scultura escape 2008Per disegnare lettere tridimensionali, decisi di abbandonare l’usanza di ottenere il volume tramite un semplice processo di estrusione, comprendendo che le stesse potevano essere trattate come veri e propri oggetti. Per questo ho iniziai ad applicare alle lettere che stavo immaginando la teoria della moltiplicazione dei punti di vista usata da Picasso nelle sue opere cubiste, cercando di sviluppare lettere che per essere comprese, necessitassero di più punti d’osservazione. In seguito mi fu utile studiare le opere di archigrafia futurista realizzate da Depero in campo pubblicitario, per capire come svilupparne i volumi.

Ho trasformato le mie lettere, da elementari figure bidimensionali in complesse sculture, la cui lettura avviene seguendo uno specifico percorso che porta l’osservatore ad esplorare l’opera  nella sua interezza spaziale. Ogni lato ne svela una precisa peculiarità che partecipa alla composizione del significato globale, che può essere compreso solo attraverso una visione a 360°. Per questo le mie opere andrebbero esposte come sculture sospese nel vuoto, ma problemi legati alle peculiarità imposte dai luoghi espositivi mi costringono ad usare dei basamenti, che quindi sono estranei al significato dell’opera.

Nel 2008, ho iniziato ad affrontare il mio primo tema di natura astratta, realizzando un cubo-labirinto da cui escono le sei lettere che formano la parola che dà il titolo all’opera ”Escape”. La scultura rappresenta l’io inteso come una prigione psicologica in grado di imbrigliare le nostre aspirazioni, ma da cui bisogna evadere per riuscire ad essere se stessi al 100%. L’opera, che ha richiesto molto tempo per la sua progettazione pratica, mi ha permesso di esplorare in modo più completo rispetto alle sculture precedenti, il rapporto esistente fra il volume della scultura e lo spazio vuoto che la circonda e compenetra, dando allo stesso lo status di elemento in grado di partecipare attivamente alla scrittura dell’opera. Ogni lettera che forma la parola “Escape” è in realtà una piccola scultura, che ha avuto bisogno per il suo sviluppo di una serie di disegni e modelli di studio. Per capire il volume effettivamente occupato dal cubo-labirinto è stato necessario realizzare tre modelli in scala prima di capirne la giusta dimensione.

Sempre nello stesso anno, ho voluto esplorate le potenzialità della scultura astratta applicata al mondo degli “Art Toys”, realizzando l’opera “Stealth Angel”. Era da anni che volevo misurarmi con questo tema, ma volevo farlo cercando di elevarlo al rango di una vera e propria scultura, e non di semplice trasposizione caricaturale di una forma umanoide. L’angelo che si posa su un banco di nuvole, quasi a scrutare l’orizzonte prima di spiccare il volo, è un personaggio la cui realizzazione, specialmente nella parte bassa del corpo, segue il medesimo processo di composizione volumetrico che applico alle mie lettere, cioè una serie di accostamenti o compenetrazioni di solidi di base, attraversati da una forte tensione di natura dinamica. La nuvola che sorregge l’angelo, è ottenuta mediante lo stesso procedimento compositivo, ottenendo un corpo che pur non essendo simmetrico, resta in equilibrio nello spazio. Ho immaginato entrambi gli elementi come soggetti plasmati dall’azione del vento.

scultura tdk pac 2007

sculture

scultura rendo 2008 

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