Sketches & Manifacturing

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“Ogni opera che espongo è il risultato di una ricerca che può durare anche anni. Avendo sviluppato un metodo di lavoro che consiste in un incessante processo di semplificazione visiva, ho imparato che quasi mai la prima idea sarà quella definitiva”.

Rendo, lavorazione

modellino di studio toy 2007Mentre progetto una struttura, non mi pongo il problema della sua realizzazione pratica, perché questo limiterebbe la mia creatività. Capire come realizzare quello che immagino è un compito che mi pongo sempre in un secondo momento, dato che le soluzioni più ingegnose e semplici hanno bisogno di tempo per essere elaborate con efficacia.

Per capire l’impatto che la mia opera avrà nello spazio, realizzo sempre un modello preventivo di cartone in scala reale, su cui mi è facile realizzare eventuali modifiche. Questo perché i disegni anche se accurati, non restituiscono mai in modo preciso in “peso” che l’opera avrà una volta realizzata. E’ solo dopo aver “congelato” il modello di studio che inizia la costruzione vera e propria in materiale ligneo.

La scelta dei colori con cui rivestire l’opera, inizia per quanto mi riguarda contestualmente all’intuizione iniziale, in quella fase in cui l’idea si trova al livello di aspirazione espressiva non del tutto delineata. Immagino quasi subito l’abbinamento ideale di colori che mi aiuterà a realizzare con efficacia quello che ho in mente, ma solo dopo aver realizzato una seria di campioni di colore e fatti asciugare, decido quali gradazioni usare.  Se per alcune opere immagino un’unica soluzione cromatica, per altre prevedo infinite varianti, senza che queste tradiscano l’essenza iniziale dell’idea.  

lavorazione dime

fase lavorazione 1

fase lavorazione 4 

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